Muro Dipinto

La Biennale del Muro Dipinto, nata negli anni sessanta, ha regalato a Dozza una galleria a cielo aperto, sempre disponibile alla visita, senza orari di apertura o biglietti d’ingresso. La galleria propone, sui muri delle case, affreschi e rilievi a testimonianza permanente degli artisti invitati ogni due anni.

Il Muro Dipinto ha materialmente caratterizzato le facciate delle abitazioni del centro storico, le pitture murali sono in stretta simbiosi con la storia, l’atmosfera, i profumi dell’antico borgo e del dolce paesaggio collinare circostante. Sui muri di questo borgo, attorno alle finestre, ai portoni, alle botteghe squillano o s’accordano le tinte dei dipinti.

Dozza è diventata un’antologia pittorica, una vera galleria d’arte moderna, a cielo aperto, di singolare interesse, non solo perchè copre un arco di tempo semisecolare ma anche perchè i dipinti sono strettamente e intimamente legati al luogo per il quale furono pensati.

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La storia

La Biennale del Muro Dipinto è una manifestazione storica di pittura sui muri esterni delle case, nata negli anni sessanta sulla falsariga delle numerose rassegne di pittura estemporanea e sulla tradizione italiana del muro dipinto. A differenza delle altre rassegne, però, ben presto il Muro Dipinto lasciò la formula dell’estemporanea indiscriminata e fu una delle prime rassegne italiane ad abolire premi e graduatorie per puntare al primato dell’artista.

Storia Muro Dipinto

La storia del Muro Dipinto è quindi storia di artisti e di opere. Dal 1960 ad oggi sono stati circa 200 gli artisti che hanno partecipato alla Biennale sperimentando la loro arte sui muri esterni delle case del borgo: si citano, a titolo di esempio, Sebastian Matta, Bruno Saetti, Giuseppe Ziganina, Emilio Contini, Concetto Pozzati, Remo Brindisi, Renzo Grazzini, Giacomo Soffiantino, Riccardo Schweizer, Riccardo Licata, Aldo Bergonzoni, Ennio Calabria, Cesare Sughi, Norma Mascellari, e, tra i più recenti Tano Pisano, Bruno Ceccobelli, Luca Alinari, Gino Pellegrini, Marcello Jori, Bruno Benuzzi, Karin Andresen.

Il Muro Dipinto, dunque, rientra a pieno titolo nella storia recente di Dozza e testimonia la vocazione artistica di questo piccolo borgo medievale, in particolare il suo impegno nel promuovere le espressioni dell’arte contemporanea e la creatività giovanile. La principale caratteristica, mantenuta nel tempo, è che gli artisti dipingono a diretto contatto con il pubblico e in relazione con il contesto urbano.

La Biennale, negli ultimi anni, ha rinnovato la sua formula, salvaguardando i propri caratteri distintivi e insieme aprendosi alle istanze ed alle modalità espressive degli artisti di oggi. Dal 2007 il Muro Dipinto ha due poli distinti di espressione a di attenzione, il borgo antico di Dozza e il paese contemporaneo di Toscanella, con caratteristiche diverse ma legati dal comune denominatore della pittura su muro, antichissima tecnica italiana che ora trova ovunque nel mondo interpreti di tutto rispetto. Se nel borgo antico viene come sempre dato spazio agli interventi pittorici sui muri, a Toscanella si dà spazio agli stili del writing e della wall painting con la presenza di affermati writer e steet artist, come Ericailcane, Eron, Dado, Wany, Basik, Cuoghi Corsello, Rusty, Joys, Moneyless, Hemo, Paperresistance.

Unico particolare rimasto uguale nel tempo è il fatto che nei giorni che precedono l’inaugurazione della Biennale, Dozza e Toscanella sono animate dalla presenza degli artisti invitati che, durante l’esecuzione delle loro opere, hanno modo di dialogare e incontrarsi in diretta con il pubblico presente.

Le opere che gli artisti hanno dipinto a Dozza sono sempre visibili nella galleria a cielo aperto che si snoda lungo le vie del paese, e nella Rocca Sforzesca,  dove sono raccolte le opere “strappate” dai muri per esigenze conservative e gli oltre duecento bozzetti legati alle opere murali, parte integrante del Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto.

 

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Biennale 2017

La commissione inviti

Anche nel 2017, dopo la felice scelta effettuata per la Biennale precedente, è stata nominata una Commissione Inviti incaricata di selezionare gli artisti che per una settimana si sono impegnati a dipingere i muri di Dozza e Toscanella. Cinque i componenti: Enrico Fornaroli (direttore dell'Accademia Belle Arti di Bologna), ed Enrico Maria Davoli (docente dell'Accademia delle Belle Arti di Brera) a conferma della stretta collaborazione con il mondo delle Accademie, Pierluca Nardoni (critico d'arte), Patrizia Grandi (storica dell'arte), Francesca Grandi (storica dell'arte, insegnante e membro del consiglio direttivo della Fondazione). 

Gli artisti e i muri

Protagonisti di questa edizione, sono sei artisti selezionati dalla Commissione Inviti, che hanno realizzato le proprie opere en plein air, sotto gli occhi degli spettatori, in un'atmosfera indimenticabile e capace di portare l'arte, il disegno e la pittura sulle pareti delle case. Andrea Mario Bert, già allievo dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, la cui poetica è influenzata da studi indipendenti di storia, filosofia, mistica e alchimia, è stato impegnato in Vicolo Campeggi, insieme a Andrea Gualandri, pittore, fumettista, grafico e illustratore. E' invece piazza Carducci l'altro luogo di Dozza di concentrazione degli artisti; lì si è potuto assistere all'opera lo scultore e creatore di installazioni Giorgio Bevignani, molto apprezzati anche a livello internazionale, e l'esperto della tecnica di incisione e graffio Mattia Turco. Scendendo a Toscanella, particolare rilevanza assume la scekta di una location, quella della parete dell'edificio che si affaccia sulla Via Emilia Ponente, all'incrocio semaforico con via Poggiaccio. Qui è intervenuto Alberonero, giovane indagatore di forme geometriche con all'attivo diverse esperienze all'estero. In piazza della Libertà, sulla facciata del centro comunale, polivalente lanto via Marmane, è stato collocato Marco Lazzarato, docente dell'Accademia Belle Arti di Bologna e già consulente di diverse aziende nel settore ceramico. Nell'occasione sono stati effettuati anche dei restauri: innanziutto la Biennale è stata l'occasione per riaccogliere nella Rocca di Dozza il dipinto "Paesaggio con figure" realizzato nell'edizione del 1967 da Francesco Tabusso, e sono stati anche gli studenti bolognesi a intervenire sull'opera "Sole su muro rosso" fatta dal maetro Bruno Saetti alla II Biennale, sempre nel 1967. Il ritorno dell'artista veneziano Paolo Scarpa, già allievo di Saetti, che ha partecipato alla Biennale del Muro Dipinto per restaurare "Uomini che volano tra le vigne", il dipinto da lui realizzato in via De Amicis durante la Biennale del 1981. La Rocca, durante della Biennale, ha ospitato la motra "#Murales", curata dalla Fondazione Dozza Città d'arte, con l'esposizione di un centinaio di opere firmate dal maestro accademico Bruno Saetti e dai suoi allievi Paolo Scarpa e Virgilio Mazzetti. Come commenta la Presidente della Fondazione Dozza Città d'Arte, Simonetta Mingazzini, "La Biennale 2017 scommette sul futuro facendo tesoro della riflessione sulle radici del Muro Dipinto e del successo della precedente edizione del 2015. Vogliamo porre al centro dell'attenzione il tema della rigenerazione urbana attraverso l'arte e quello della sostenibilità, ovvero della conservazione del patrimonio artistico."

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Programma

La Biennale inizia il lunedì 11 settembre  con la presentazione degli artisti Alberonero, Andre Mario Berti, Giorgio Bevignani, Andrea Gualandri, Marco Lazzarato e Mattia Turco, nel Salone Maggiore della Rocca di Dozza. 

Martedì 12 settembre alle 20:30 si è ricreato un salotto, definito Muro Dipinto Show, dove sono stati raccontati aneddoti e curiosità, condotto da Giovanni Bucchi.

Mercoledì 13 settembre la visita itinerante alla mostra "#Murales" e per i bambini il laboratorio gratuito "Disegna il tuo muro" durante il percorso di visita, a cura di Patrizia Grandi e Fracesca Grandi.

Si prosegue con giovedì 14 settembre, dal tramonto in poi, Luce ai muri, dove è stato possibile vedere gli artisti all'opera di sera con i muri illuminati e con un'atmosfera piacevole, Atmosfere nel Borgo in cui i ristoranti del Borgo hanno allestito per la cena a lume di candela le strade e i portici, Musica ai muri con Ciabòt Duo e Riccardo Ferrini & Erika Elisei. Nell'occasione è stato possibile anche visitare la suggestiva Rocca di Dozza alla sera.

Venerdì 15 settembre con La tecnica dell'affresco sono state fatte dimostrazioni e visite ai restauri delle opere di Bruno Saetti e Francesco Tabusso a cura dell'Accademia di Belle Arti di Bologna.

Sabato 16 dicembre in Piazza della Libertà a Toscanella, con la conclusione della XXVI Biennale del Muro Dipinto, gli artisti e curatori presenteranno le opere della Biennale con musica dal vivo con Untrio.

Per finire la domenica 17 settembre dalle ore 11:30 alle 16:30 speciale annullo filatelico figurato e alle 18:30 "Chopin. Una storia di magia", un concerto e spettacolo di Antonio Casanova.

 

 

Biennale 2015

La Commissione Inviti

In occasione dei 50 anni della Biennale, la Fondazione Dozza Città d’Arte ha deciso di recuperare un modello organizzativo adottato sin dagli albori del Muro Dipinto e utilizzato fino agli anni ‘90. Stiamo parlando della Commissione Inviti, un gruppo di lavoro composto da diverse personalità con competenze in materia, chiamato ogni due anni a individuare gli artisti da invitare alla manifestazione. La scelta dei protagonisti della XXV edizione è stata quindi frutto di un’attenta selezione e ricerca da parte degli attuali componenti della Commissione Inviti che sono: Alessandro Bertacchini, Ivan Cavini, Francesca Grandi, Patrizia Grandi e Fabrizio Grisoni.

Programma:

Si inizia lunedì 14 settembre alle 11 con l’inaugurazione ufficiale nel salone maggiore della Rocca alla presenza dei sei artisti presenti: Maria Agata Amato, Paolo Barbieri, Maria Distefano, Omar Galliani, Fabrizio “Bicio” Fabbri e Umberto Zanetti. Zanetti, Galliani e Barbieri saranno all’opera in via De Amicis a Dozza, Amato in via XX Settembre sempre a Dozza, mentre Distefano e Fabbri a Toscanella, rispettivamente alla scuola primaria “G.Pulicari” e in piazza della Libertà.
 
Martedì 15 settembre va in scena “I muri notturni a Toscanella”: alle 21 alla scuola primaria “Pulicari” Maria Distefano sarà all’opera nel cortile dell’istituto accompagnata da letture di fiabe dell’associazione Incontri (ingresso offerta libera). In piazza della Libertà c’è invece Bicio Fabbri; l’artista dialogherà con i visitatori all’interno di un aperitivo organizzato da Caffé in Piazza.

La giornata di mercoledì 16 settembre è invece dedicata alle memorie dei dozzesi sui 50 anni della Biennale. Si inizia alle 15 in Rocca con l’iniziativa “#MuroParlante – I dozzesi raccontano 50 anni di Muro Dipinto”, nel corso della quale verrà proiettato un video-testimonianza realizzato dalla Fondazione con i racconti e le memorie dei cittadini su questa manifestazione che ha reso il borgo celebre in tutto il mondo; alle 21 sul palco della Rocca è in programma “#MuroDipintoShow: storie, aneddoti e curiosità con ospiti da salotto”, un talk-show condotto dal giornalista Giovanni Bucchi con ospiti alcuni protagonisti delle edizioni passate e presenti del Muro Dipinto.

Giovedì 17 settembre iniziano le visite ai murales della cantina Bassi in vicolo Campeggi a Dozza  ribattezzate “#Muroincantina” e che dureranno fino a domenica 20 (info: 0542.678240). Dalle 20 alle 22.30 in Rocca spazio a Mota, 4 session di performance video sonora a cura di Federico Squassabia e Fabrizio Rivola. Alle 21 nel borgo di Dozza sarà poi possibile ammirare all’opera gli artisti Amato, Barbieri, Galliani e Zanetti.

Restauri al centro dell’attenzione nella giornata di venerdì 18 settembre alle ore 17. Le Accademie delle Belle Arti di Bologna e Brera organizzano infatti alle 17 nel salone maggiore della Rocca la conferenza “Restauro dei Muri Dipinti di Dozza” in cui sveleranno segreti e particolari sui lavori di ripristino in corso in alcune delle opere realizzate lungo i 50 anni della manifestazione. Alle 21, sempre in Rocca, c’è invece un concerto per pianoforte e sax dal titolo “Cartoline musicali. Ritmi ispirati dal viaggio”. Si esibiscono Letizia Ragazzini ai saxofoni e Luigi Moscatello al pianoforte con musiche di Morricone, Piazzolla, Francaix e altri (ingresso offerta libera). Alle 20.30 l’Enoteca Regionale Emilia-Romagna propone invece “Cocktails Divini”: 3 vini e 3 cocktails a 25 euro (prenotazione obbligatoria).

Sabato 19 settembre dalle 15 in piazza Montmartre a Dozza l’associazione Pro Loco di Dozza propone un’iniziativa sulla scultura estemporanea polimorfica di Ermes Ricci, Giuseppe Dall’Osso e Luigi Zanellati. Alle 21.30 sul palco della Rocca c’è invece il concerto pop-rock “Ladri di T3rze”.

Gran finale in programma domenica 20 settembre: dalle 11 alle 17 sarà possibile ottenere lo speciale annullo filatelico figurato da parte di Poste Italiane – Filiale di Bologna Provincia, presente in Rocca. Alle 15 partenza da piazza della Libertà di Toscanella del XVII Memorial Luciano Pezzi, gara ciclistica di categoria allievi la cui premiazione è prevista alle 17.30 sul palco davanti alla Rocca. Dalle 15 alle 18.45 l’Enoteca Regionale Emilia-Romagna saluta tutti i visitatori con “Arrivederci alla prossima Biennale” allestendo un banco di assaggio di Malvasia (3 calici 6 euro). Infine alle 19 nel piazzale della Rocca la conclusione della XXV Biennale del Muro Dipinto di Dozza insieme con la Banda di Dozza.

Il Muro Dipinto a scuola

Le giovani generazioni di Dozza e Toscanella sono al centro di questa XXV Biennale del Muro Dipinto. Durante la settimana della manifestazione, infatti, l’evento arriva sui banchi delle classi con gli insegnanti impegnati a guidare gli alunni alla realizzazione dei loro murales. In particolare, la scuola materna statale “G.Rossa” promuoverà l’iniziativa “Un muretto dipinto” mentre per gli alunni delle scuole primarie saranno organizzati percorsi guidati alla scoperta dei nuovi muri mentre gli artisti sono all’opera e laboratori sul Muro Dipinto.

“Dipingiamo la scuola” è invece l’evento che coinvolge gli allievi e gli insegnanti della scuola secondaria “A.Moro” chiamati a realizzare un trompe l’oeil.

Performance Art

E’ un Muro Dipinto diffuso quello che occuperà le vie di Dozza e Toscanella nella settimana dal 14 al 20 settembre. In piazza della Libertà, a Toscanella, sarà possibile ammirare “Draghi al castello”, murales realizzati dai ragazzi dell’Officina Sant’Ermanno (A. Cianci e L. Ottoni), a cura di Simona Neri. Nello stesso luogo, spazio anche al dipinto murario “In memoria di Augusto Melchiorri” realizzato da Andrea Pelliconi e a cura del Centro Amida ed Erboristeria La Calendula.

Inoltre, dal 14 al 15 settembre al ristorante Le Bistrot (via Valsellustra 18, Dozza – 0542.672122) si potrà osservare l’artista Carolina Corno all’opera. Lunedì 14 settembre, invece, alla Piccola Osteria del Borgo (via XX Settembre 32, Dozza – 0542.678200) dalle 19.30 con aperitivo e a seguire con cena su prenotazione c’è “Oltre le mura, Alda Merini. Opere esposte di Livio Minarini”. Dalle 21.45 Almawild live session.

Mostre in Rocca

Non bisogna però attendere settembre per potersi calare nelle atmosfere del Muro Dipinto. Da inizio luglio la Rocca sforzesca ospita infatti due mostre legate alla manifestazione. Si tratta di 5 fotografi per Gino, un’esposizione di fotografie dedicate a Gino Pellegrini, grande artista, pittore e scenografo protagonista delle ultime edizioni del Muro Dipinto, e di #Fondamenta che raccoglie le opere di alcuni artisti e critici che parteciparono alle prime edizioni del Muro Dipinto tra il 1960 e il 1964, quando l’evento non aveva ancora cadenza biennale. Dal 4 al 7 settembre Dozza si animerà con la XV edizione del Festival delle Arzdore, con stand gastronomico in piazza Zotti, mentre domenica 13 settembre l’Enoteca Regionale Emilia-Romagna organizza “Aspettando il Muro Dipinto” con un banco di assaggio dell’Albana, vino autoctono di Dozza, dalle 15 alle 18.45 in Rocca (3 calici, 6 euro).

A partire da sabato 5 settembre (fino all’8 novembre) nel fossato della Rocca sarà inoltre possibile ammirare alcune installazioni artistiche di Daniela Romagnoli, Giovanni Ferrante e Benedetta Iandolo; si tratta di un’iniziativa a cura dell’associazione ArteinEssrere.

 

 

Biennale 2013

Dal 11 al 15 settembre 2013 si è tenuta la XXIV edizione della Biennale del Muro Dipinto, a cura di Fabiola Naldi.
Il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna è stato nuovamente partner scientifico della rassegna, collaborando con gli enti organizzatori, il Comune di Dozza e la Fondazione Dozza Città d’Arte.

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Mantenuto uno dei tratti che caratterizzano la manifestazione fin dai suoi esordi: gli artisti hanno lavorato a stretto contatto col pubblico che ha assistito allo sviluppo dell’opera, dal muro vuoto al suo compimento.

La curatela della XXIV edizione è stata affidata, come per le due precedenti, a Fabiola Naldi, dottore di ricerca in Storia dell’Arte Contemporanea e di Teoria delle Arti Multimediali presso l’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo.

La partecipazione del MAMbo al progetto come partner scientifico è stata avviata con successo nel 2009 e ha avuto un significativo risultato anche in termini editoriali. Nel gennaio 2010 è stato pubblicato il volume Do the right wall/Fai il muro giusto, a cura di Fabiola Naldi (Edizioni MAMbo), nel quale studiosi di ambiti scientifici diversi delineano l’impatto socio-culturale del Writing, del Wall Painting e della Street Art nei più diversi contesti e luoghi pubblici.
Anche nel 2011 MAMbo ha partecipato alla Biennale, proseguendo nell’intento di dialogare con realtà artistiche consolidate sul territorio, rafforzando presenza e relazioni anche al di fuori dei propri spazi fisici.

A partire dal 2007 al più consueto Wall painting nel borgo storico di Dozza  è stato accostato il Writing nel borgo nuovo di Toscanella. Secondo questa linea, in questa XXIV Edizione hanno dipinto a Dozza Simone Berti, Andrea Sala e Aleksejs Naumovs, mentre a Toscanella hanno lavorato Macs e Tellas.

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Centro Documentazione

Il Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto si trova all’interno della Rocca di Dozza ed è visitabile su prenotazione.

Istituito nel 2006 grazie alla Fondazione Dozza Città d’Arte e alla Pro-Loco di Dozza, il Centro Studi ha come scopo principale la raccolta, la catalogazione, la conservazione e l’esposizione al pubblico di tutto il materiale artistico e documentario prodotto e accumulato nel corso delle varie edizioni della Biennale del Muro Dipinto, a partire dal 1960.

Il nucleo più interessante dei documenti raccolti fino ad oggi è certamente quello dei bozzetti che gli artisti invitati erano tenuti per regolamento ad inviare agli organizzatori della Biennale qualche tempo prima dell’appuntamento di metà settembre, al fine di render loro possibile una valutazione tecnica – e non solo – dell’intervento proposto. Dal momento che a Dozza, nelle diverse edizioni della Biennale, sono venuti a dipinger muri molti tra i più interessanti artisti italiani degli ultimi cinquant’anni, la raccolta di questi bozzetti si presenta come una significativa selezione di testimonianze artistiche e di spunti visivi, una vera e propria pinacoteca di progetti e di idee, alcuni realizzati ed altri no, ma tutti ugualmente validi a restituire il sapore, l’atmosfera, il clima di una mostra di pittura unica in Italia per i suoi caratteri peculiari, per la sua durata e per i suoi risultati. Anche se (anzi: proprio perché) nelle ultime edizioni la Biennale si è evoluta per meglio rispondere al mutar dei tempi, l’istituzione del Centro Studi mira a salvaguardare quel nucleo di presenze, quel patrimonio di memorie che soli possono garantire alla manifestazione uno sviluppo armonico nei prossimi anni.

La sede
I locali destinati a sede del Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto si trovano al piano 3° della Rocca di Dozza e sono riconducibili, come edificazione, alle importanti sopraelevazioni realizzate nei sec. XVI e XVII, conseguentemente alla trasformazione della antica Fortezza in Residenza fortificata. I documenti in nostro possesso non consentono di ricostruire la sequenza delle diverse destinazioni d’uso assegnate agli ambienti. Di certo la destinazione prevalente, testimoniata dalla presenza del camino con scaldavivande, non è stata quella di semplice “soffitta” – come indicato in alcune vecchie mappe catastali- ma con più probabilità quella di ambienti destinati alla servitù, che sicuramente in numero cospicuo viveva e operava all’interno della Rocca alle dipendenze della famiglia Malvezzi-Campeggi.

Le opere catalogate sono consultabili sul sito IBC

 

Galleria fotografica Muro Dipinto

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