Collezioni | Percorso di visita | Galleria fotografica Museo della Rocca
Adagiata sul crinale di una collina che domina la valle del Sellustra e digrada dolcemente verso la via Emilia tra Imola e Bologna, Dozza è un antico borgo medievale dalla storia millenaria e dall'impianto urbanistico ancora ben conservato. Il centro storico, con la caratteristica forma a fuso, è composto da stradine strette e variopinte che salgono verso l'alto fino alla Rocca. L'integrità dell'originale tessuto edilizio è stata salvaguardata e la stretta simbiosi tra la maestosa Rocca al culmine del paese e l'insediamento residenziale sottostante comunicano l'armonia tra la natura e l'intervento dell'uomo. La Rocca di Dozza, anche nota come Rocca Sforzesca, è un edificio complesso e secolare che dall'epoca della sua edificazione, collocabile intorno alla metà del XIII secolo, ha subito numerosi interventi di ampliamento e adeguamento funzionale, riconducibili a tre fasi principali, ancora ben visibili all'interno del percorso di visita. La Rocca è stata abitata fino al 1960, anno in cui fu ceduta al Comune di Dozza che l'aprì al pubblico come museo.
La Rocca di Dozza è una casa-museo, il cui percorso di visita si sviluppa su tre livelli: fortezza medievale e rinascimentale, residenza rinascimentale e, infine, residenza settecentesca. Fanno parte del Museo le stanze arredate con mobilio e quadreria storica della famiglia Malvezzi-Campeggi, che ha abitato la Rocca dal XVI secolo fino al 1960. All'interno del Museo sono visibili le collezioni d’arte contemporanea relative alla Biennale del Muro Dipinto, in quanto al secondo piano della Rocca è aperta e visitabile la "Sala degli Strappi", mentre al terzo piano è ospitato il Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto, che conserva i bozzetti e i documenti archivistici e bibliografici dell'omonima Biennale d'arte contemporanea (il Centro Studi è aperto solo su prenotazione). Pertanto, il ruolo chiave della Rocca per il borgo e il territorio circostante risulta evidente. La Rocca di Dozza, di proprietà comunale, dal 2003 è gestita dalla Fondazione Dozza Città d’Arte e dal 2006 è riconosciuta come “Museo di Qualità” dalla Regione Emilia-Romagna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali. Fa parte del Sistema Museale Regionale, è convenzionata con il FAI - Fondo Ambiente Italiano e rientra nell'Associazione Nazionale Case della Memoria. Le peculiarità del palazzo-fortezza sono tali da farlo rientrare fra gli edifici storici ed artistici destinati a musei, esposizioni e mostre assoggettabili ai disposti del Decreto Ministero Beni Culturali ed Ambientali 20.05.1992 n° 569.

